Bearded Collie: Allegria e un Pelo Impegnativo

Se dovessimo riassumere il bearded collie in due parole, sarebbero allegria e pelo. Il suo carattere solare e il suo mantello lungo sono i due tratti che tutti cercano e che, insieme, definiscono la vita quotidiana con questa razza. Sono anche le due cose che più spesso vengono sottovalutate da chi si ferma alla foto di un cucciolo.
L’esuberanza saltellante e il manto che arriva a terra non sono dettagli estetici: sono il cuore di ciò che significa condividere la casa con un barbuto scozzese. Capirli a fondo, prima di accoglierlo, evita gran parte delle delusioni e trasforma la convivenza in un rapporto sereno. Vediamoli da vicino, uno per uno.
Indice dei contenuti
- Il ‘bouncing beardie’: perché rimbalza di gioia a ogni saluto
- Doppio pelo lungo fino a terra: com’è fatto e a cosa serviva
- La barba sul muso raccoglie acqua, cibo e fango ogni giorno
- Nasce scuro e schiarisce: il colore che cambia con l’età
- Mezz’ora di spazzola più volte a settimana, o addio al manto
- Vivace e chiassoso: si annoia e lo fa sapere a tutti
- Niente sguardo ipnotico da border: allegria al posto dell’ossessione
- Domande frequenti
Il ‘bouncing beardie’: perché rimbalza di gioia a ogni saluto
Il soprannome «bouncing beardie» non è un vezzo: descrive un comportamento reale. Quando è contento, questo cane rimbalza sulle zampe, molleggia, saltella verso di te per salutarti e per invitarti al gioco. È un’espressione fisica di gioia che affonda le radici nella sua natura di pastore attivo, abituato a muoversi con entusiasmo per tutta la giornata.
Questa esuberanza è contagiosa e affettuosa, ma va gestita: un cane che rimbalza addosso alle persone può travolgere un bambino o un anziano senza alcuna cattiveria. Insegnargli fin da piccolo a contenere gli slanci non spegne la sua allegria, la incanala, con metodo gentile e tanta coerenza.
È un’allegria che dura: il beardie resta giocoso e giovanile molto a lungo, ben oltre la fine della crescita fisica. Chi cerca un cane pacato e composto guarda la razza sbagliata; chi ama un compagno solare e partecipe trova qui uno degli spiriti più festosi tra i cani da pastore.
Doppio pelo lungo fino a terra: com’è fatto e a cosa serviva
Il mantello del bearded collie è doppio: un sottopelo morbido e isolante sotto un pelo di copertura ruvido, forte e lungo, che nell’adulto può arrivare quasi a sfiorare il terreno. Non è un pelo qualsiasi, ma un vestito da lavoro: serviva a proteggere il cane dal clima rude delle Highlands, dalla pioggia battente al freddo umido dei pascoli in quota.
Proprio perché è nato per proteggere, questo manto è resistente e ingombrante insieme. Trattiene il calore, respinge in parte l’acqua e schermosa il corpo, ma raccoglie anche tutto ciò che incontra e chiede una manutenzione costante. È il rovescio della medaglia di una bellezza che ha una funzione precisa, non decorativa.
Capire com’è fatto aiuta a rispettarlo: rasarlo per comodità significa privarlo del suo isolamento naturale e alterarne la ricrescita. Salvo motivi sanitari, il mantello va mantenuto e curato, non eliminato, e questo comporta un impegno che va conosciuto in anticipo.
La barba sul muso raccoglie acqua, cibo e fango ogni giorno
La barba che dà il nome alla razza è affascinante, ma nella pratica è anche una piccola spugna. Il pelo lungo intorno al muso raccoglie l’acqua dalla ciotola, i residui di cibo a ogni pasto, il fango e l’erba durante le passeggiate. Dopo che il cane ha bevuto o ha frugato nel prato, la barba resta bagnata e sporca, e va pulita con regolarità.
Trascurarla non è solo una questione di ordine: l’umidità trattenuta e i residui possono irritare la pelle e lasciare cattivo odore. Asciugare e ripulire la zona del muso dopo pasti e uscite diventa un gesto quotidiano, banale ma necessario, che fa parte del pacchetto di cure di questa razza.
È un aspetto che raramente si considera prima di prendere il cane, eppure incide sulla vita di tutti i giorni. La barba è bellissima, ma va accettata per ciò che comporta: un po’ di gocce sul pavimento e qualche minuto di pulizia in più.
Nasce scuro e schiarisce: il colore che cambia con l’età
Una delle sorprese più grandi per chi si avvicina alla razza è che il colore cambia con l’età. Molti cuccioli nascono con un manto scuro che, crescendo, schiarisce anche in modo marcato, per poi in alcuni casi riscurirsi parzialmente da adulti. Il cane che vedi in cucciolata, insomma, può essere piuttosto diverso da quello che avrai tra le mani a maturità raggiunta.
Questa evoluzione è normale e legata alla genetica della razza, ma spiega perché non ha senso scegliere un beardie solo per la sfumatura di quel momento. Chi punta tutto sul colore rischia di restare spiazzato, e chi lo alleva insistendo su tinte particolari spesso mette l’estetica davanti alla salute.
Sapere che il manto è in divenire aiuta a concentrarsi su ciò che conta: carattere, salute e struttura. Il colore è un dettaglio che il tempo ridisegnerà comunque, e va vissuto come una piccola magia della crescita, non come un criterio di scelta.
Mezz’ora di spazzola più volte a settimana, o addio al manto
Ecco il punto che scoraggia molti: la spazzolatura. Il pelo lungo e doppio del bearded collie si infeltrisce con facilità, e non basta passare la spazzola in superficie. Il pettine deve arrivare fino alla cute, sciogliendo i nodi che si formano dietro le orecchie, sotto le ascelle, all’inguine e lungo le frange, dove il pelo struscia e si annoda per primo.
È un lavoro che richiede tempo e regolarità: qualche sessione paziente ogni settimana, di più nei periodi in cui il sottopelo si rinnova. Trascurarlo porta al feltro, cioè a un ammasso compatto e doloroso che tira la pelle e che, quando è troppo esteso, non lascia altra scelta che rasare a zero, rinunciando al manto per cui la razza è amata.
Se noti nodi già formati, arrossamenti sotto il pelo, cattivo odore o zone in cui la cute appare irritata, non tirare né tagliare alla cieca: potresti ferire il cane. In presenza di problemi cutanei, prurito persistente o ferite nascoste sotto il manto, la figura da interpellare è sempre il medico veterinario, l’unico che può valutare e curare.
Vivace e chiassoso: si annoia e lo fa sapere a tutti
Alla lunga giovinezza si accompagna una gran voglia di fare. Il bearded collie è vivace, curioso e chiassoso, e quando resta senza stimoli lo fa capire chiaramente: abbaia, cerca attenzione, si inventa giochi rumorosi e trova occupazioni poco gradite come scavare o rosicchiare. La noia è la sua vera nemica, molto più della stanchezza fisica.
La voce, in particolare, è parte del suo modo di comunicare. Non è un cane silenzioso: esprime gioia, eccitazione e richiesta di compagnia abbaiando, e questo va tenuto presente soprattutto in contesti dove il rumore pesa. Educarlo a gestire l’abbaio si può, ma è più facile prevenirlo dandogli sfogo ed evitando che si annoi.
La ricetta è semplice a dirsi e impegnativa a farsi: movimento vero, compiti mentali e coinvolgimento nella vita di casa. Un beardie stimolato e coinvolto è equilibrato e piacevole; un beardie lasciato a se stesso diventa un piccolo problema ambulante, non per indole ma per frustrazione.
Un beardie che abbaia e combina guai raramente è «cattivo»: quasi sempre è annoiato. Prima di correggere il sintomo, chiediti se sta ricevendo abbastanza movimento, compagnia e stimoli mentali nella giornata. Riempita quella casella, gran parte dei comportamenti molesti si sgonfia da sola.
Niente sguardo ipnotico da border: allegria al posto dell’ossessione
Per capire davvero il bearded collie conviene confrontarlo con i cugini da conduzione, a partire dal border collie. Entrambi sono pastori britannici brillanti e attivi, ma raccontano cani diversi. Il border lavora con un’intensità quasi ossessiva e quel celebre sguardo fisso che ipnotizza il gregge; il beardie conduce con allegria, spinta fisica e voce, senza quella concentrazione maniacale.
Anche il pelo li separa nettamente: il mantello lungo, doppio e barbuto del beardie non ha nulla a che vedere con il pelo più contenuto del border, e comporta un carico di cure superiore. Chi valuta un cane da pastore dovrebbe scegliere in base a questo, oltre che al carattere: allegria esuberante e manutenzione alta da una parte, intensità da lavoro e pelo più semplice dall’altra.
Per inquadrare le differenze tra le razze da lavoro aiuta la guida alle razze di cani, mentre per capire come il temperamento incida sulla salute e sui controlli è utile la panoramica sulle specializzazioni veterinarie. La regola resta una: si sceglie il cane per ciò che è, non per l’idea che ce ne siamo fatti. Il ritratto d’insieme, con tutti i rimandi, è nella scheda madre sul carattere del bearded collie, e prima di decidere conviene leggere anche quanto costa mantenerlo e come scegliere il cucciolo.
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Il bearded collie perde molto pelo? Sì, soprattutto nei periodi in cui il sottopelo si rinnova. Il vero impegno però non è tanto il pelo che cade quanto la spazzolatura necessaria a evitare i nodi, che va fatta con regolarità e fino alla cute.
Ogni quanto va spazzolato? Serve dedicargli qualche sessione accurata a settimana, di più durante i cambi di manto. La spazzola deve raggiungere il sottopelo: fermarsi in superficie lascia formare feltri difficili da sciogliere.
Il colore del cucciolo resterà lo stesso? Quasi mai. Molti beardie nascono scuri e schiariscono crescendo, con possibili variazioni successive. Per questo non conviene scegliere il cane in base alla tinta del momento.
È vero che è sempre allegro? L’allegria esuberante è il suo tratto distintivo e dura a lungo, ma resta un cane sensibile: la noia, la solitudine e i modi bruschi lo spengono. Il buonumore va sostenuto con movimento e compagnia.
Posso raparlo per non pensare al pelo? Salvo indicazioni veterinarie, non è consigliabile: la rasatura priva il cane del suo isolamento naturale e ne altera la ricrescita. Meglio mantenere il manto con una spazzolatura costante.
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